Non Passate per il Camino le Faggete dei Simbruini

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La Giunta Comunale di Trevi nel Lazio, con delibera n. 139 del 05/11/2012, ha approvato lo studio di prefattibilità del progetto “Aniene Green Net” tra i Comuni di Trevi nel Lazio, Jenne, Subiaco, Vallepietra, Arcinazzo Romano e  Piglio. La delibera, approvata da unʼesigua maggioranza, è preliminare a una serie di misure, alcune  condivisibili per la parte riguardante il risparmio energetico, che se messe in campo sino alla fine, porterebbero allʼutilizzo forestale intensivo di buona parte delle risorse dei boschi e demani civici dei comuni sottoscrittori.

Il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, nel quale ricadono quasi tutti i comuni interessati al progetto, sta già subendo, da parte di ACEA, pesanti attacchi alla risorsa idrica delle sorgenti del Pertuso, inoltre si registra la presenza di insediamenti turistici in quota che rilasciano liquami nel sistema  acquifero e si pensa addirittura di costruirne altri,  come  se non  bastasse,  ora  si  vuole  mettere  in  discussione  anche  la  capacità depurativa e di raccolta delle acque piovane delle foreste,  fondamentali sia nel ciclo dellʼacqua per mantenere la risorsa rinnovabile sia per gli habitat naturali, a garanzia della biodiversità del Parco e delle aree contigue.


In unʼarea di pregio ambientale come i Monti Simbruini, l’unico utilizzo economico possibile è il turismo sostenibile, un utilizzo che porta una ricchezza diffusa ai diversi Comuni. Ma come si potrà mettere in pratica un turismo virtuoso e di qualità se si darà il via a questo progetto? Come si potrà convincere a soggiornare  nella nostra valle persone che si aspettano un ambiente pulito e di grande bellezza, e si troverebbero  invece nel traffico di centinaia di camion, con cantieri forestali utilizzati per alimentare le centrali previste?

Tutto questo è predisposto dalle Autorità comunali senza la minima partecipazione pubblica. Infatti, nell’accordo di programma si cedono i diritti di esbosco al Consorzio che dovrà gestire questa filiera; ma la  sostenibilità dell’iniziativa non è stata sottoposta a verifica da parte dei cittadini, dellʼEnte Parco e delle Associazioni. Né, tantomeno, si è sottoposta a VAS (Valutazione Ambientale Strategica) lʼintera operazione, con la conseguenza che le Amministrazioni comunali si troveranno a cedere titolarità senza  sapere se gli obiettivi proposti saranno raggiunti e a quale prezzo per l’intera comunità.

Per questo chiediamo allʼAmministrazione di Trevi nel Lazio e alle altre Amministrazioni interessate, di  bloccare tutto in attesa di una puntuale azione di verifica di quanto si vorrebbe sottoscrivere e dellʼimpatto che il territorio dovrà subire, sottoponendo lʼintera iniziativa a VIA/VAS.

La valutazione preventiva è indispensabile anche nella logica di evitare lo spreco di denaro pubblico alla ricerca dʼimprobabili mirabolanti risparmi energetici, che saranno pagati a caro prezzo dai cittadini con le  elevatissime sovvenzioni previste per questo genere di impianti. Sovvenzioni che potrebbero risultare, alla fine, gli unici veri motivi che sostengono un progetto avventuroso e dʼincerta attuazione.

COMITATO ACQUA BENE COMUNE VALLE DELLʼANIENE E

SALVIAMO IL PAESAGGIO COORDINAMENTO DI ROMA E PROVINCIA


Aderiscono: Legambiente Circolo di Tivoli, Legambiente Simbruini, Nuovi Orizzonti Valle dellʼAniene, Rete per la Tutela della Valle del Sacco

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“Occhi aperti sul Territorio”

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“Occhi aperti sul Territorio”
4-5-6-7 dicembre ex Granaio Borghese – Artena
Quattro giornate per AMBIENTE, INFORMAZIONE, LEGALITA’
 Il Circolo Arci Montefortino 93, L’Associazione Ambientalista Unione Giovani Indipendenti e il Presidio di Libera Colleferro vi invitano a partecipare ad una serie d’incontri dedicati alla lettura di alcuni fenomeni che caratterizzano il nostro territorio.
Ambiente, Legalità, Informazione, saranno i denominatori comuni che legheranno queste quattro giornate con lo scopo di fotografare la zona in cui viviamo per capire quanto siamo a conoscenza di ciò…
che ci circonda.

4 DICEMBRE, dalle ore 18:00 

-Inaugurazione e presentazione della mostra “Ambientiamoci”, curata dall’Unione Giovani Indipendenti di Colleferro.
Un’opera di divulgazione ambientale che analizza dettagliatamente le cause dell’inquinamento della Valle del
Sacco e mette in evidenza gli effetti sulla salute delle fonti inquinanti. Offre inoltre la possibilità di conoscere i danni al territorio e alla popolazione, provocati dall’attuale ciclo dei rifiuti e suggerisce le possibili soluzioni per migliorare la zona in cui viviamo.
La mostra rimarrà esposta durante le quattro giornate.

-Proiezione di estratti di documentari sul fenomeno delle Ecomafie e videoinchieste sulla Valle del Sacco.

5 DICEMBRE, dalle ore 18:00

Francesco Forgione (ex presidente della Commissione Parlamentare Antimafia) presenterà il suo nuovo libro “Porto Franco. Politici, manager e spioni nella Repubblica della ‘ndrangheta”.

Interverranno:
Francesco Forgione (autore)

Fabrizio Marras (Libera regionale)

Sinossi:
“Porto Franco” di Forgione è un saggio-inchiesta in cui l’autore ricostruisce con ironia spietata oltre quarant’anni di storia calabra e italiana, descrivendo l’evoluzione della ‘ndrangheta da mafia locale a potenza globale.
Le storie, i personaggi del libro sono autentici: dai moti di Reggio del ’70, al centro siderurgico inaugurato da Andreotti e mai costruito, fino ad oggi, dove sono numerosi gli episodi e i dettagli tratti dalle recenti indagini giudiziarie.
Forgione evidenzia una particolarità della mafia calabrese: quella di essere un’organizzazione globale e invincibile, esportata in tutta Italia e nel mondo, ma che mantiene salde le proprie radici in Calabria, porto franco della democrazia italiana e della legalità da quasi cinquant’anni e nel silenzio più assoluto.
“In Calabria tutto è palude ed è quasi impossibile distinguere la storia criminale da quella delle classi dirigenti e della politica”, dice l’autore in un’intervista rilasciata a Repubblica, ma dà al tempo stesso una speranza per il futuro, sottolineando che, proprio adesso che tutti parlano della ‘ndrangheta come potenza criminale globale e proprio ora che è protagonista dei recenti scandali politici nel nord Italia, è necessario ritornare in Calabria, sconfiggere il fenomeno da lì, perché “anche se non è detto che ci si riesca, neanche è scritto che siamo destinati a perdere”.

6 DICEMBRE, dalle ore 18:00

Andrea Palladino (giornalista e scrittore che ha realizzato numerose inchieste sulle ecomafie per il“Manifesto” e “Il Fatto Quotidiano”) presenterà il suo libro inchiesta “Trafficanti”.

Introduce:
Mino Massimei (Presidente Circolo Arci Montefortino 93)

Interverranno:
Andrea Palladino (autore)

Anastasia Centofanti (Presidente Unione Giovani Indipendenti Colleferro)

Alessandro Coltré (Segretario Unione Giovani Indipendenti Colleferro)

Sinossi
“Trafficanti sulle piste di veleni, armi e rifiuti”
La notte del 10 settembre 1983, sul confine di Ventimiglia, un carico mortale di 41 bidoni di diossina -arrivati da Seveso – passa da un senatore italiano a un trafficante marsigliese, ex paracadutista. Pochi mesi dopo inizia una frenetica caccia in tutta Europa: dove erano finite le scorie dell’Icmesa?
Quel giallo internazionale segna l’inizio della storia – che dura da trent’anni – dei traffici europei dei rifiuti.
Il mondo dei trafficanti è fatto di insospettabili uomini di affari. Come Giorgio Comerio, un esperto di mine marine che voleva affondare nei fondali le scorie radioattive. O come i manager di una società finanziaria svizzera che mandavano in giro vere e proprie circolari riservate alle aziende chimiche europee, annunciando la possibilità di far sparire i rifiuti tossici nei paesi africani.
Tutti loro s’incontrano, si scambiano favori, stringono accordi, si dividono i mercati.
Andrea Palladino racconta come funziona questo sistema dove contano le agende piene di nomi e le contabilità in nero delle tangenti; ci racconta anche diverse vicende passate sotto silenzio, di crimini rimasti senza un colpevole, di chi ha individuato il gioco delle parti tra politica e malavita, di chi è stato ucciso per essersi occupato di vicende come quella dell’ Icmesa, di vicende occultate come ad esempio l’uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin a Mogadiscio.

Grazie alla presenza di Andrea Palladino sarà possibile analizzare l’emergenza rifiuti romana, la gestione dei rifiuti nel Lazio e gli scandali ambientali della Valle del Sacco, temi trattati sempre in modo dettagliato nei suoi articoli.

I rappresentanti dell’UGI illustreranno l’ultimo rapporto epidemiologico regionale E.R.A.S che ha esaminato lo stato di salute della popolazione che vive vicino a discariche ed inceneritori, con risultati allarmanti per i cittadini di Colleferro e dintorni.

> 7 DICEMBRE,dalle ore 18:00
Chiusura dell’evento.

Lettera aperta al Ministro Clini, incenerire i rifiuti di Roma a Colleferro?

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Il Coordinamento Valle del Sacco (CVS), che com’è noto riunisce associazioni, circoli territoriali, comitati e cittadini attivi in difesa dell’ambiente e della salute della Valle, a seguito delle dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa nazionali dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini in data 21.11.12, a margine di un’audizione presso le Commissioni parlamentari permanenti Ambiente e Politiche dell’Unione Europea, invita il ministro ad una responsabile e doverosa analisi della situazione della Valle del Sacco prima di assumere o pianificare qualsiasi decisione inerente lo smaltimento dei rifiuti di Roma a Colleferro.Ricordiamo brevemente le dichiarazioni in questione:- Intanto, “stiamo cercando di capire quali sono le misure urgenti che possono essere messe in moto, a cominciare da quelle che consentono l’autorizzazione rapida degli impianti che sono sotto esame da parte della Regione ormai da troppi mesi – rileva il ministro – la mia valutazione personale è che uno dei problemi critici del Lazio sia determinato proprio da questo aspetto”, e cioè “che non siano stati autorizzati nei tempi ragionevoli impianti che avrebbero potuto consentire già nel 2012 di ridurre drasticamente il fabbisogno di conferimento in discarica di una parte importante di rifiuti urbani”, In tutto ciò, “stiamo ancora cercando di capire meglio come mai nell’impianto di Colleferro, in provincia di Roma, venga conferito combustibile derivato da rifiuti proveniente da altre regioni d’Italia, mentre invece i rifiuti di Roma non vengono conferiti in quell’impianto. E’ paradossale che Roma debba conferire rifiuti all’estero avendo impianti alle porte della città che non vengono utilizzati per i rifiuti della capitale“. -Invitiamo – e non è la prima volta – il Ministro Clini ad effettuare un sopralluogo a Colleferro e in tutta la Valle del Sacco per prendere coscienza della situazione di emergenza ambientale e sanitaria in cui versa il nostro territorio.

Non è forse superfluo ricordare alcuni dati – noti ai più, ma forse non al sindaco Alemanno (che ha rilasciato in contemporanea analoghe dichiarazioni) e al ministro Clini – che rendono l’idea dell’impatto ambientale che grava sulle comunità attraversate dal Fiume Sacco. La discarica di Colle Fagiolara, sul territorio di Colleferro, ma al confine con il Comune di Paliano e il Monumento Naturale La Selva – Mola dei Piscoli, doveva essere chiusa già da tempo. Ha ottenuto invece una ulteriore proroga al 2014 che protrae la presenza di una delle fonti inquinanti più importanti del territorio, in evidente conflitto con l’opportuna valorizzazione dell’area naturale limitrofa; le due linee di incenerimento attive a  Colleferro, nel 2009 sono state poste sotto sequestro dal NOE dei Carabinieri di Roma per traffico illecito di rifiuti speciali; l’intera Valle del Sacco è stata dichiarata nel 2005 Sito di bonifica di Interesse Nazionale; lo studio E.R.A.S., redatto dal Dipartimento Epidemiologia del SSR del Lazio, ha accertato un aumento assai significativo di patologie cancerogene e respiratorie, collegabili alla vicinanza alla discarica e alle emissioni  degli inceneritori di Colleferro.

Gli impianti di TMB proposti da AGEN.S.E.L. (Consorzio Gaia) a Colleferro, ACEA e AMA a Castellaccio, sono di tipologia obsoleta, funzionale a un ciclo di rifiuti incentrato sull’incenerimento. Ciò è stato sottolineato con forza da tutte le comunità locali della Valle riunitesi in occasione della manifestazione dello scorso 6 ottobre, indetta dal CVS, che ha visto la partecipazione di circa 3000 cittadini.

Riteniamo, dunque, che il Ministro debba assumersi la responsabilità istituzionale di contribuire a reimpostare il ciclo dei rifiuti regionale, com’è noto fallimentare in termini ambientali-sanitari quanto economici, considerando con attenzione anche le fondate istanze provenienti dal nostro territorio, prima di intraprendere iniziative dettate dall’emergenza non in linea con le raccomandazioni comunitarie espresse anche dalla Commissione Petizioni del Parlamento europeo in occasione dell’audizione del CVS.

Anche qui forse non è superfluo un memorandum:

“I Commissari hanno ravvisato una situazione di criticità generalizzata del territorio della valle […]. Qualsiasi altra impiantistica deve necessariamente tener conto della situazione ambientale già in essere, valutando tutti gli agenti inquinanti e non la singola potenziale causa di emissioni nocive – ha dichiarato ilSegretario della Commissione David Lowe – prevedendo sempre un coinvolgimento della popolazione nelle scelte e rendendo edotti i residenti degli esami e degli studi sulle emissioni impattanti che interessano l’intera macro area”.

Per concludere, si può concordare sul principio dell’autosufficienza del ciclo regionale e provinciale dei rifiuti, non certo sul considerare per l’ennesima volta la Valle del Sacco e Colleferro come la pattumiera della Capitale.

Coordinamento Valle del Sacco – Info: 3385909983

“I CRIMINI CONTRO LA VITA LI CHIAMANO ERRORI”

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Conferenza sullo Studio E.R.A.S. 30 Novembre

Dopo il grande successo della manifestazione del 6 Ottobre – SEI UNO ZERO, l’Ugi (Unione Giovani Indipendenti) e l’A.MA. (Associazione Mamme Colleferro), due delle associazioni facenti parte del Coordinamento Valle del Sacco, promotore dell’evento, continuano la loro campagna di informazione riguardo la gravissima situazione sanitaria ed ambientale della Valle del Sacco.

Un nuovo studio epidemiologico, condotto all’interno del progetto ERAS Lazio realizzato dall’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente), getta nuova luce sul pesantissimo impatto che i due impianti di incenerimento rifiuti siti a Colleferro hanno sulla salute dei residenti della cittadina e dell’intero comprensorio, da Artena a Segni, a Gavignano.
Lo studio non fa altro che confermare le tesi di chi per anni è stato tacciato di allarmismo perché denunciava i rischi sulla salute e sull’ambiente causati dall’incenerimento dei rifiuti.

Dalle analisi si riscontra un peggioramento dello stato di salute della popolazione dopo l’attivazione degli impianti, evidenziando picchi drammatici: +79% di ricoveri per malattie polmonari cronico ostruttive, +31% per malattie dell’apparato respiratorio e +78% di infezioni acute dell’apparato respiratorio nei bambini.

Per la prima volta viene stabilito un chiaro legame di causa-effettotra l’attività dei due inceneritori di Colleferro ed il progressivo aggravamento delle condizioni di salute degli abitanti della Valle.
L’assenza della parola “tumore” all’interno dei dati non deve ingannare. Lo studio, infatti, “considerando che l’inizio di attività degli impianti e stato fissato al 1° Gennaio 2003, periodo relativamente recente” non prende in considerazione “la mortalità o l’occorrenza di patologie tumorali o di patologie croniche” insorgenti sul campione di popolazione preso in esame, senza perdere l’occasione, tuttavia, di sottolineare come da precedenti indagini epidemiologiche nella Valle del Sacco fosse emerso un eccesso di decessi per tutti i tumori e per alcuni tumori specifici (stomaco, laringe, polmoni, pleura e mielomi) tra gli uomini, mentre tra le donne si è riscontrato un aumento dei decessi per diabete”. 

Vogliamo aspettare che passino ancora degli anni, per vederci confermato che l’incremento dei tumori e l’attività degli inceneritori sono indissolubilmente legati a doppio filo? Per piangere, col senno del poi, altri morti? 

Unione Giovani Indipendenti

“QUANDO LA VOLONTA’ COLLETTIVA DIVENTA UN PROGETTO”: COME RICOSTRUIRE UN TERRITORIO – COLLEFERRO, 23/24/25 NOVEMBRE 2012

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Quando la volontà collettiva diventa progetto:
COME RICOSTRUIRE UN TERRITORIO
Le Associazioni  Rete per la Tutela della Valle del Sacco e Gruppo Logos, per concludere un anno ricco di iniziative promosse in occasione del centenario della nascita dell’industria bellica a Colleferro (industria che ha favorito  la creazione di innumerevoli fabbriche lungo tutta la Valle del Sacco), organizzano una tre giorni che partirà il pomeriggio di venerdì 23 novembre e si concluderà nella mattinata della domenica successiva.
“Quando la volontà collettiva diventa progetto: come ricostruire un territorio” è il titolo di questa iniziativa che  sarà inaugurata con un evento davvero speciale. Ospite d’eccellenza sarà, infatti, Hanns-Dietrich Schmidt, responsabile dei rapporti internazionali del distretto della Ruhr nella Nordrhein-Westfalen in Germania, che terrà nella sala Konver- Via degli Esplosivi – Bic Lazio, alle ore 17.00, una conferenza per illustrare il progetto Ruhr, ritenuto un esempio d’intervento unico nel suo genere e un modello di riferimento per chiunque voglia far rinascere ex territori industriali. H.D. Schmidt sarà coadiuvato dall’Architetto Antonio Cirillo che effettuerà traduzione e commento.
A seguire daranno il loro contributo la dott.ssa Grazia Maria Piana, Energy Consultant, Specialista in Diritto ed Economia dell’UE,  sui processi partecipativi e i Piani Operativi Regionali e il  dott. Gabriele Guazzo di CITTALIA – area europa, sui nuovi fondi per il risanamento gestiti dall’ Unione Europea.
L’intento è quello di capire quale sia l’approccio più corretto per muovere i primi passi verso un vero percorso di risanamento del nostro territorio.Il convegno, che prende il titolo dalla frase di Wolfgang Pent, critico di architettura e teorico delle città ecosostenibili, “Il cambiamento è prima nella testa delle persone”, mostrerà come solo l’ interesse delle comunità per un programma economico-culturale e per un approccio alternativo alla pianificazione possano far uscire dalla crisi una regione depressa.
Per l’intera giornata di sabato 24novembre, sempre presso la sala Konver, si terrà un forum di associazioni nazionali e territoriali che permetterà ai partecipanti, soprattutto cittadini che vivono vicino a siti di importanza nazionale per le bonifiche, di confrontarsi al fine di stilare proposte comuni   e scambiarsi consigli su come rendere la loro azione sempre più incisiva.
A partire dalle ore 9.00, sarà dato il via a “Esperienze a confronto”, con tavoli tematici su: bonifiche SIN e matrici ambientali, salute e diritti, difesa del paesaggio e politiche agricole.
Si approfondiranno, altresì, tematiche fondamentali quali trasferimento, condivisione della conoscenza con percezione pubblica del rischio e del  danno; consumo di suolo, aggressione al territorio, all’ambiente, al paesaggio ed alla salute; filiere produttive, modelli di sviluppo, politiche del lavoro e alternative; norme, giurisprudenza, poteri e competenze istituzionali.

Spiegano gli organizzatori : ” Ci siamo resi conto che una seria politica per l’ambiente non può essere costituita da una molteplicità di risposte diversificate nei riguardi delle sempre più innumerevoli rivendicazioni locali. Quindi, occorre partire dalla creazione di un forte rapporto di reciprocità tra le associazioni ed i movimenti territoriali…..per sottoporre all’attenzione delle istituzioni proposte omogenee ed efficaci

Le adesioni al forum sono molte e gli stessi partecipanti avranno la possibilità di integrare e proporre altri temi.
Nel pomeriggio, dopo un incontro alle ore 17.30 con Fabrizio Nunnari, autore del saggio: “ Il nucleo di industrializzazione Valle del Sacco, un rischioso tentativo di sviluppo” in “Il caso italiano, industria, chimica e ambiente”, a cura di P. P. Poggio e M. Ruzzenenti, Jaca book, Milano 2012,Fondazione Micheletti, i partecipanti al forum sottoporranno i risultati del loro lavoro all’attenzione del pubblico che assisterà all’assemblea conclusiva.
La chiusura avverrà nella mattinata di domenica con un breve tour insieme agli ospiti attraverso Colleferro e dintorni, alla fine del quale ci saranno i saluti.

Gli organizzatori ringraziano fin d’ora tutti gli amici e i vari collaboratori per il prezioso  contributo fornito, indispensabile per la buona riuscita dell’iniziativa.

Valle del Sacco, 13 novembre 2012

Info:
retuvasa@gmail.com – 335.65.45.313 , gruppo.logos@tiscali.it – 320.11.09.297
http://www.facebook.com/colleferrocentenario.centannibastano

 

Perché si parla tanto di Ruhr ?
Il riscatto di quest’area della Germania era stato già sognato da Willy Brandt che,  nel 1961, in pieno industrialesimo, i cui effetti avevano prodotto  la devastazione del territorio e il degrado delle condizioni atmosferiche a causa dell’ industria estrattiva carbonifera e della  produzioni siderurgica, pronunciò una famosa frase:  “Il cielo sopra la Ruhr deve tornare ad essere di nuovo blu!”.

Con il successivo declino delle industrie minerarie degli anni ‘70-’80, tutto sembrava compromesso: colline cosparse di scorie industriali, ruderi di fabbriche dismesse, urbanizzazioni frammentarie e confuse, tracciati ferroviari fuori uso e, soprattutto, la configurazione sociale profondamente minata, essendo stata in precedenza strutturata in base all’iperspecializzazione produttiva.
Le somiglianze tra il dramma vissuto dagli abitanti  della Valle del Sacco e quelli della Ruhr sono innumerevoli. Il fiume Emscher, che conforma la valle tedesca  non diversamente  dal nostro, era stato  trasformato in un lungo scarico a cielo aperto.
Inoltre, anche nel nostro territorio, il tipo di economia caratterizzato dalla presenza di troppe piccole e medie industrie incapaci ancor oggi di trasformarsi da indotto della grande e morente industria  in attività autosufficienti, è una delle ragioni del declino socio-economico che stiamo vivendo.

Negli anni ‘90, i problemi della regione della Ruhr furono affrontati con grande coraggio dal governo regionale del Nordrhein-Westfalen che rivoluzionò l’Internationale Bauausstellung Emscher Park (Mostra Internazionale di costruzioni e architettura-IBA) e la trasformò in una società che vedeva nel suo consiglio d’amministrazione importanti esponenti della politica, dell’economia, dei sindacati e delle associazioni ambientaliste. Il  comitato di coordinamento è presieduto dal ministro dell’urbanistica e dei trasporti e composto dai rappresentanti della regione, dei comuni principali, degli ordini professionali e da singoli professionisti quali architetti, ingegneri, paesaggisti, artisti, naturalisti.

La Ruhr insegna che coordinare diversità come queste non è né complicato né costoso; il personale dipendente della S.r.L. non supera i trenta membri  dal momento che comprende un direttore esecutivo e sei direttori scientifici a part-time. Se analizzassimo i costi di gestione, probabilmente ci accorgeremmo che in Italia, con le discutibili operazioni di bonifica realizzate da alti commissariati, spendiamo molto di più senza raggiungere risultati soddisfacenti.

Il primo passo è abbandonare la presunzione di pianificare ed iniziare a coordinare.  L’IBA, non è mai stato un’autorità per la pianificazione.

Nel ’99, Wolfgang Pent fu chiaro:”…l’IBA si strutturò piuttosto come un’agenzia di consulenza. Come tale, indicò le direzioni verso le quali le iniziative potevano svilupparsi……. può aver posto degli obbiettivi, fornito delle conoscenze, svolto il ruolo di “Public Relation”, ma pianificare è qualcosa che non ha mai fatto” .

Il  progetto Ruhr ruota intorno ad un obiettivo: la realizzazione del grandeParco Paesaggistico dell’Emscher ( Emscher Landschaftspark) , un’area di circa 320 Kmq, che rappresenta più di un terzo della superficie complessiva della regione della Ruhr.

Esso si estende per circa 70 km, nella fascia est-ovest tra Duisburg, sul Reno e Bergkamen nella Westfalia e, in altezza, per 10-12 km su entrambi i lati del fiume Emscher; il suo tessuto connettivo ricongiunge e lega a sé le fasce di paesaggio che separano i 17 comuni compresi nel progetto.
“Passare dal concetto di salvaguardia  a quello di promozione del paesaggio”: questo è il messaggio più importante che lancia il progetto Ruhr.
Nel Parco dell’Emscher, il paesaggio gioca un ruolo strategico e viene utilizzato come mezzo per agire sull’immaginario, sulle aspettative e sui desideri dell’intera popolazione.
Lungi dal rassegnarsi, i cittadini della Ruhr hanno dimostrato di saper sognare, persino durante gli anni dell’industrializzazione, un grande  futuro di riscatto.  “…noi vogliamo realizzare solo ciò che per decenni abbiamo immaginato….”.
Oggi, questo paesaggio, ancora in piena metamorfosi, si sta delineando oramai con chiarezza, e gli abitanti insieme alle istituzioni sono parte di esso, pienamente partecipi e responsabili.
Certamente l’esperienza della Ruhr non può essere generalizzata e banalmente imitata. Karl Ganser, direttore dell’IBA, personaggio-chiave del progetto avverte: “….ogni regione è caratterizzata da condizioni economiche molto diverse, sia presenti che ereditate dal passato; oltre a ciò le condizioni finanziarie e legali differiscono molto da paese a paese. Per questo motivo ogni regione deve trovare il proprio modo di affrontare i suoi particolari problemi strutturali……un alto grado di interessamento per gli obiettivi ecologici e culturali, soprattutto quando la situazione occupazionale è particolarmente depressa e la necessità di investire forze e risorse extra, attraverso un approccio alternativo alla pianificazione, possono essere alcuni degli aspetti applicabili a livello mondiale”.
Nel nostro paese le identità comunali sono più forti che altrove, ed hanno impedito spesso l’elaborazione di progetti su vasta scala ( non si è mai riusciti ad elaborare piani intercomunali o anche semplici protocolli d’intesa ).
Anche i confini amministrativi, dei quali oggi si discute a causa dell’accorpamento delle Province e delle confuse autonomie regionali,  hanno comportato una sovrapposizione di competenze ed una vergognosa esplosione  dei costi. Il mondo delle professioni è rimasto chiuso in se stesso, rivelandosi incapace  di conquistare un ruolo sociale, per cui i tentativi di aggregazione sono stati vanificati da piccoli interessi individuali.

La speranza è che questo momento di confronto aiuti le amministrazioni locali a favorire la ricerca delle affinità linguistiche, culturali e culinarie tra le popolazioni della Valle del Sacco.
Anche gli aspetti positivi del nostro passato  industriale possono e devono essere conservati, cercando di favorire le relazioni di solidarietà tra lavoratori, le richieste di servizi sociali, il rispetto per il lavoro, il passaggio dal familismo alla difesa dei diritti dell’individuo.
“ In una fabbrica non si fabbrica solo quello che si fabbrica!” disse A. Moravia negli anni ’70,  quando il mondo degli intellettuali italiani iniziava a guardare altrove. Benché lo spirito di queste parole sia stato  dimenticato nel cassetto della memoria per troppi anni, l’esperienza della Ruhr lo fa tornare di attualità, dimostrando che una comunità che ha vissuto le drammatiche condizioni di vita legate al degrado ambientale, può insegnare al mondo come si costruisce un futuro ecocompatibile.

“ Fabbrichiamo il nostro paesaggio”,
ovvero lo spazio scenico che rappresenta  il nostro  futuro di cittadini consapevoli  di essere  un’unica comunità prodotta dal paesaggio e costantemente artefice dei propri cambiamenti.

RIFIUTI VALLE DEL SACCO. TMB A PALIANO: IL SINDACO STURVI ANNUNCIA LA MARCIA INDIETRO DEL PREFETTO SOTTILE.

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Dalla stampa locale il Sindaco di Paliano, Maurizio Sturvi, annuncia la momentanea sospensione della realizzazione di un impianto di Trattamento Meccanico Biologico di rifiuti nel sito di Castellaccio, a seguito della nota a firma del Commissario per l’emergenza rifiuti nel Lazio, Dott. Goffredo Sottile, che  reciterebbe “ogni iniziativa al riguardo è momentaneamente sospesa”.

La notizia, che tuttavia non sancisce il definitivo stralcio del progetto e lascia ancora in piedi la spada di Damocle di un TMB a Colle Fagiolara, è comunque da considerare positiva per tutti i cittadini della Valle  che negli ultimi mesi si sono mobilitati per scongiurare un ennesimo scempio ambientale e che si sono riuniti, in migliaia, durante la manifestazione del 6 ottobre a Colleferro indetta dal Coordinamento Valle del Sacco.

Senza false illusioni, la decisione del Prefetto è sicuramente un primo traguardo frutto delle mobilitazioni messe in campo su tutto il territorio valligiano, dell’opera di sensibilizzazione e pressione verso le Istituzioni locali e delle azioni intraprese in sede europea da parte del CVS.

“Come ulteriore rassicurazione di pubblica utilità, chiediamo al Sindaco Sturvi di rendere pubblica la nota ricevuta dal Prefetto Sottile nella sua versione integrale. La nostra allerta e opera di denuncia sullo status quo ambientale e sanitario della Valle andrà avanti su tutte le situazioni critiche in essere – dichiarano i portavoce del Coordinamento –  con la rinnovata consapevolezza che il nostro lavoro è sicuramente riuscito a produrre risultati. Rinnoviamo l’appello al Ministro Clini – conclude il CVS – di partecipare ad una iniziativa pubblica a Colleferro per prendere atto e dibattere con il CVS sulle tante altre situazioni emergenziali che pendono sul nostro territorio, dalla bonifica della Valle del Sacco ancora in essere, alla discarica di Colle Fagiolara, alle attività già sanzionate della Italcementi, sino alle recenti e preoccupanti indagini epidemiologiche determinate dalla presenza di inceneritori e discarica”.

Coordinamento Valle del Sacco – Info: 3385909983

VALLE DEL SACCO, LA COMMISSIONE PETIZIONI EUROPEA ACCOGLIE LE ISTANZE DEL COORDINAMENTO.

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Comunicato Stampa Coordinamento Valle del Sacco

Tra le varie tappe del tour ispettivo per l’emergenza rifiuti nel Lazio la Commissione Petizioni del Parlamento Europeo ieri pomeriggio ha chiamato a colloquio il Coordinamento Valle del Sacco, rappresentato dal suo portavoce Rosa Maria Chimisso.

La Commissione, presieduta dall’europarlamentare Judith Merkies, ha accolto le istanze del CVS presentate con la petizione 598/2012.

I Commissari hanno ravvisato una situazione di criticità generalizzata del territorio della valle esprimendo la volontà di approfondire lo stato dell’arte sulla base della documentazione che il CVS fornirà a sostegno dello studio di valutazione sostanziale.

Qualsiasi altra impiantistica deve necessariamente tener conto della situazione ambientale già in essere, valutando tutti gli agenti inquinanti e non la singola potenziale causa di emissioni nocive – ha dichiarato il Segretario della Commissione David Lowe – prevedendo sempre un coinvolgimento della popolazione nelle scelte e rendendo edotti i residenti degli esami e degli studi sulle emissioni impattanti che interessano l’intera macro area.

In attesa della relazione finale che verrà stilata al termine dei sopralluoghi e dei colloqui con i vari comitati appellanti, i Commissari terranno informati i firmatari sugli sviluppi della situazione rifiuti a Roma e nel Lazio, con la disponibilità di accogliere ulteriori osservazioni sull’evolversi della gestione rifiuti.

Per il CVS l’audizione ha significato un primo traguardo, frutto delle manifestazioni di protesta e delle varie iniziative intraprese in sede europea.

“A margine dei colloqui con la Commissione, chiediamo al Prefetto Sottile di ordinare uno stralcio definitivo dei due progetti TMB di Paliano e Colleferro – dichiara Rosa Maria Chimisso – su cui continueremo a vigilare. Vogliamo rassicurazioni scritte, nero su bianco e non annunci, anche alla luce delle ultime indagini epidemiologiche, che purtroppo sempre nero su bianco sanciscono, ancora una volta,  una situazione ambientale e sanitaria della Valle del Sacco preoccupante. Come ha dichiarato la Commissaria Merkies – conclude Chimisso – per i rifiuti in Italia deve finire lo scarica barile”.

Coordinamento Valle del Sacco – Info 3385909983

Valle del Sacco, 31 ottobre ’12

Nota Stampa Coordinamento Valle del Sacco

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Il Coordinamento Valle del Sacco verrà audito dalla Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo il giorno 30 ottobre 2012  riguardo alla petizione 598-2012 – RICHIESTA AUDIZIONE ED ANALISI SINTETICA DELLO STATO DEL TERRITORIO, COMPRESO TRA LE AREE INDUSTRIALI Di COLLEFERRO- PALIANO – ANAGNI nella Valle del Sacco.

L’incontro sarà presieduto dal Presidente Erminia Mazzoni (EPP), dai membri Margrete Auken (Greens/EFA) e Judith A. Merkies (S&D), Membri Accompagnatori Roberta Angelilli (EPP), Alfredo Antoniozzi (EPP), Clemente Mastella (EPP), Guido Milana (S&D), David-Maria Sassoli (S&D), Segretari David Lowe e Giorgio Mussa.

Per il Coordinamento Valle del Sacco Rosa Maria Chimisso che esporrà i temi della petizione in merito alla situazione ambientale e sanitaria della Valle del Sacco con particolare riferimento alle dinamiche del ciclo dei rifiuti che interessano il nostro territorio.

Sarà nostra premura comunicare con sollecitudine le valutazioni della Commissione Europea.

Per ulteriori info: 3385909983

UN FIUME DI CITTADINI LUNGO IL FIUME

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La manifestazione  del 6 Ottobre SEIUNOZERO? organizzata dal Coordinamento Valle del Sacco (CVS) ha superato le più rosee aspettative. Quasi quattromila persone hanno partecipato al corteo lungo 6 Km che partendo dalla stazione ferroviaria di Colleferro ha percorso la statale Casilina e la via Palianese per raggiungere la discarica di colle Fagiolara e fare lo stesso percorso a ritroso. Gli slogan “questa Valle non si vende, questa Valle si difende”, “chi non ha il coraggio di ribellarsi non ha il diritto di lamentarsi” e “vogliamo lavorare senza farci avvelenare” sono stati gridati da cittadini di Colleferro, Paliano, Anagni, Sgurgola, Labico, Valmontone, Genazzano, Ceccano, Ferentino, Montelanico, Segni, Carpineto, Olevano, Bellegra, San Vito, Serrone, Piglio e molti altri provenienti anche dal resto del Lazio. Erano Presenti organizzazioni ambientaliste e politiche, movimenti, sindacati, comitati e sindaci di alcuni paesi succitati. Gli organizzatori del Coordinamento Valle del Sacco si dichiarano più che soddisfatti anche perchè le difficoltà che hanno dovuto superare sono state molteplici. Soprattutto hanno percepito un atteggiamento ostile da parte dell’amministrazione di Colleferro per comprensibili motivi di avversione all’iniziativa organizzata dal “basso”. Il dispiegamento delle forze dell’ordine è stato imponente come imponente è stata la partecipazione della popolazione: bella, pacifica, ricca di carrozzine di bambini ed anziani. La richiesta collettiva, forte e determinata degli abitante della Valle è chiara: porre fine ad un sistema di smaltimento dei rifiuti che prevede l’incenerimento e le discariche da parte di Amministrazioni inefficienti e irresponsabili.  La bonifica dei terreni contaminati è una priorità!  Il coordinamento ringrazia quanti hanno reso possibile questa straordinaria manifestazione con il loro impegno e la loro presenza nonché le testate giornalistiche e le tv che hanno voluto documentare la festosa giornata. L’impegno del CVS, della cittadinanza e degli abitanti della Valle continua con altre iniziative in cantiere, che presto verranno pubblicizzate e messe in atto.

COORDINAMENTO VALLE DEL SACCO

DOCUMENTO MANIFESTAZIONE SEIUNOZERO?

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Nel 2000 alcuni cittadini di Colleferro bloccavano il cantiere dove si stavano costruendo gli inceneritori.
Vennero fatti sgomberare con la forza, denunciati e sanzionati per una somma pari al costo della propria abitazione;in seguito la denuncia fu ritirata ma questa brutta pagina della nostra storia fu la prova generale per la creazione di un territorio completamente asservito a raccogliere tutto quello che disturba, tutto ciò che inquina, tutto ciò che nega il diritto alla salute e quindi all’abitare.
Quella battaglia fu fatta nell’isolamento totale: la convinzione che l’incenerimento producesse diossine, polveri sottili , che si sono dimostrate causa di incrementi di patologie tumorali, era allora poco diffusa.
Furono troppe le menzogne, ci fecero credere che quello fosse l’unico modo per la chiusura della discarica.
Nel frattempo nessuno si preoccupava di risanare il territorio dall’inquinamento provocato dalle produzioni chimiche del passato ; cadde il silenzio sui siti contaminati per la presenza di fusti tossici.

Oggi sappiamo bene che quegli impianti, come hanno certificato i NOE nel 2009, sono stati a lungo fuorilegge, sappiamo che sono andati in fumo centinaia di milioni di euro, come attesta la sentenza della corte dei Conti, e che gli inceneritori sono effettivamente dannosi per la salute.
Di fatto la discarica ha continuato a crescere così come la percentuale di tumori.

Nonostante sia evidente il fallimento sotto il profilo ambientale ed economico, qualcuno ancora vuole installare nuovi mostri ecologici per produrre combustibile per gli inceneritori e materiale per il conferimento in discarica: 300.000 tonnellate di rifiuti arriverebbero, ogni anno, da Roma pregiudicando ogni possibilità di risanamento.

Ancora una volta siamo considerati cittadini di serie B e capaci solo di creare una adiposa classe politica locale, funzionale alla creazione di inaccettabili costosi impianti inquinanti, personaggi ai quali i vertici ipocriti dei loro partiti, hanno incautamente aperto l’ascensore del successo politico.

Questa giornata dimostra la volontà dei cittadini di cambiare rotta , di respirare finalmente aria pulita, di tornare a coltivare la terra senza il timore di trovarla avvelenata e di avvelenare chi si nutre dei suoi frutti, di lavorare in una fabbrica che sia il risultato di una riconversione finalizzata alla produzione di beni eco sostenibili.
Vogliamo : tornare a bere la nostra acqua, camminare lungo il nostro fiume.

Siamo consapevoli che questi risultati non sono immediati ma oggi pretendiamo di essere ascoltati, non accettiamo più ricette elaborate altrove.

Che cali definitivamente il sipario della disgustosa commedia dell’arte fatta di guerre tra poveri accese dai soliti ricchi.

La Valle del Sacco vuole cambiare!

Siamo decisi a lottare insieme, con varie anime, ma con un ‘ identità nuova; un’intera ed unica comunità proiettata verso un futuro sostenibile e pulito.

Associazioni ambientaliste, circoli territoriali, comitati e cittadini attivi hanno dato vita a questo coordinamento.
Non siamo più divisi perché voi eco corruttori ci avete uniti.

Coltiviamo un senso civico ed una voglia di riscatto.

Siamo un gruppo di pressione che le amministrazioni e i poteri forti non potranno più snobbare come spesso è successo in passato. Per questo oggi ci appelliamo ai meno reattivi e chiediamo di unirsi a noi perché non saranno più soli.

Possiamo cambiare le cose: innanzitutto trasformandoci in consumatori consapevoli che scelgono di comprare prodotti con meno imballaggi possibile, biologici e provenienti da aziende locali, pretendendo, quindi, che i nostri prodotti enogastronomici, risultato di tradizioni millenarie, siano difesi dalle aggressioni dei grandi interessi.
Nelle nostra valle esistono sraordinari borghi e città d’arte, noi vogliamo che tornino ad essere centri vitali.

La mobilitazione di oggi è solo la partenza di un percorso che vedrà ogni cittadino attivo protagonista.
Dall’ arretramento in cui ci avete confinati, cari signori che sedete nelle stanze dei bottoni, abbiamo tratto la forza per arrivare a bonificare le vostre coscienze.

Avete violentato i nostri ideali costringendoci spesso scegliere tra il diritto alla salute ed il diritto al lavoro.
Ora diciamo basta alle false promesse di lavoro, alla falsa ed inadeguata bonifica; basta ad i troppi e costosi commissari, ad i preziosi consulenti, basta al costante sperpero di denaro pubblico.

Nessuno in questa valle dovrà essere più uno ZERO!

Saremo, tutti insieme, una comunità che si autorigenera ed autodetermina, per questo chiediamo , anzi ,

PRETENDIAMO:
Raccolta differenziata porta e porta finalizzata al riciclo e quindi chiusura della discarica e dismissione degli inceneritori

Abbandono dei due progetti di impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti a Paliano e Colleferro

Dismissione della Turbogas

Realizzazione di impianti di compostaggio COMUNALI per lo smaltimento dei rifiuti organici

Una bonifica efficace dei siti inquinati della Valle del Sacco

Messa in mora di impianti di impianti fotovoltaici su terreno agricolo e l’installazione di questi ultimi su edifici comunali

Rispetto del principio di prossimità .I rifiuti dovranno essere trattati il più vicino possibile ad i luoghi dove essi vengono prodotti.

Creazione di ambiti territoriali ottimali di piccole dimensioni per poter contrastare le infiltrazioni delle ecomafie.

Incentivi per la promozione di iniziative volte alla riduzione dei rifiuti a monte come l’autocompostaggio , e la riduzione dell’uso degli imballi della plastica attraverso le distribuzioni alla spina di detergenti, bevande, latte, ecc.

Sottoscrizione di accordi con istituti universitari per condurre un’adeguata indagine epidemiologica che possa fare luce sullo stato di salute della nostra aree e per studiare metodi per tornare a produrre nei terreni oggi inquinati, alimenti sani.

Politiche di sostegno e promozione dei prodotti agricoli di eccellenza , come il vino cesanese, i formaggi e le castagne delle nostre montagne.

Politiche di sostegno all’agricoltura locale

Politiche volte alla mobilità sostenibile ed in particolare per migliorare i collegamenti su ferro con la capitale e offrire condizioni di viaggio dignitose per i lavoratori e gli studenti pendolari.

Forte implementazione del verde pubblico per favorire l’abbattimento delle polveri sottili, con creazioni di parchi intercomunali e tutela di quelli già esistenti, dove poter correre, leggere, incontrarsi.

Progetti che educhino i cittadini alla prevenzione sanitaria primaria, quella relativa agli stili di vita, all’alimentazione, all’ambiente.

Non stiamo chiedendo troppo, stiamo chiedendo il giusto!

Il Ministro per l’ambiente è già da tempo stato invitato a venire a vedere di persona ed a condurre un pubblico dibattito. Rinnoviamo a gran voce l’invito.

Oggi ci presentiamo come i cittadini della Valle del Sacco, ci unisce il nostro fiume con i problemi di oggi e la speranza per il domani.
Chiediamo questo per noi e per i tanti che oggi non possono essere qui perché assistono familiari malati e ricoverati nei centri oncologici, pendolari del dolore a causa di una politica ambientale scellerata, questo è l’unico progetto che può asciugare le loro lacrime.