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Il primo cittadino di Paliano conferma il quinto impianto di TMB a Castellaccio, come noi ambientalisti allarmisti stavamo dicendo da ormai 4 mesi. Sturvi conferma la telefonata del prefetto Sottile e l’idea, ormai molto più che concreta, di un impianto per il trattamento di 300000 tonnellate di rifiuto annue. Detto questo si potrebbe concludere qui la discussione, perché ci sembra assurdo che Roma non trovi nessun’altra alternativa al loro insostenibile ciclo dei rifiuti che farsi 80 chilometri con i camion AMA per scaricare i rifiuti di Roma nella valle laziale con più problemi ambientali di tutte le altre. Non è necessario fare l’elenco delle attività produttive inquinanti ma sembra proprio che il prefetto Sottile abbia perso un pochino la memoria, allora gliela facciamo ritornare noi: Colleferro e il bacino della Valle del Sacco, sono siti di bonifica di interesse nazionale e già la Regione è in debito con il nostro territorio per attività di bonifica inesistenti e commissari fittizi che non hanno voglia di svolgere il proprio lavoro su questo territorio, oltretutto tra Colleferro e Paliano a meno di 1 chilometro dal recente parco naturale La Selva (acquisita dalla stessa Regione Lazio), c’è la seconda discarica più grande del Lazio dopo Malagrotta, come se non bastasse il nostro territorio ospita 2 inceneritori, un cementificio, una fabbrica di armi, una turbogas e chi più ne ha più ne metta, per arrivare a un totale di 108 punti di emissione nel solo comune di Colleferro. In questo discorso oltre che Colleferro la Triade Dei Tumori è allargata a Paliano e Anagni, che negli ultimi anni ha dovuto far fronte a svariate emergenze ambientali e che continua a ospitare uno dei poli industriali più impattanti a livello territoriale, basti pensare alla Marangoni e la sua attività di combustione di pneumatici. Quindi ci sembra inaccettabile che il nostro territorio per l’ennesima volta debba pagare, non solo per i danni che si è creato con la propria attività industriale, ma debba essere anche il contenitore e la fogna dei problemi degli altri che non hanno saputo, o non hanno voluto, amministrare, quando si poteva, una problematica facilmente risolvibile se non si fosse arrivati al limite. La gestione emergenziale del problema dei rifiuti E’ STATA CREATA AD HOC per negligenza, per assoluta incompetenza della gestione della cosa pubblica e chi paga sono sempre i cittadini. Il nostro modo di pagare lo conosciamo bene, se solo la Polverini venisse nel nostro territorio, non a inaugurare farmacie, ma si facesse un giro nel reparto oncologia, vedrebbe come pagano i cittadini della Valle del Sacco e come continueranno a pagare se questo massacro ambientale non finirà. Questo territorio non vuole più nemmeno l’ombra di altre attività inquinanti ed impattanti e se il sindaco di Colleferro Mario Cacciotti è disposto a dire di si a qualsivoglia richiesta della Regione per un nuovo impianto di Tmb che terrà aperta la discarica di Colle Fagiolara e continuerà a far funzionare i due inceneritori più controversi del Lazio (tra denunce, sequestri e smaltimenti illeciti di rifiuti) dovrà vedersela non solo con la sua cittadinanza ma anche con la sua coscienza per aver condannato un territorio alla morte ambientale. Invitiamo, inoltre, tutti i cittadini a partecipare Sabato 14 luglio ad Anagni alle ore 18 presso Viale Regina Margherita (altezza Hafa Caffè) all’assemblea pubblica indetta dal Coordinamento Valle del Sacco per parlare delle future prospettive del “piano rifiuti” e di cosa noi cittadini siamo obbligati a fare per salvaguardare la nostra salute e il nostro territorio.

Unione Giovani Indipendenti (UGI)

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